Let's MOB: online i dieci speech

13/06/2024

​"Si può parlare di successo anche in campo scientifico? SÌ! Io sogno che tanti ragazzi e ragazze possano farsi una vita con la cultura, progettando qualcosa di concreto. Sogno che​ la scienza possa diventare un giorno la cosa più sexy del futuro". Così Vincenzo Schettini, Prof. de La fisica che ci piace ai dieci protagonisti dell'evento Let's MOB e al pubblico dell'Unipol Auditorium lo scorso 11 maggio a Bologna. Let's MOB_Unipolis_Schettini.png

Un atleta, uno scrittore in erba, un'appassionata di canto, una disegnatrice, ​un viaggiatore, un'amante della fotografia e una della narrativa fantasy, una cicloturista, uno scout, un informatico-Dj.
Sembrano dieci identikit di dieci giovani Gen Z di oggi, e infatti è così. I vincitori di MOB, anzi del MOB come dicono loro, sono proprio questo: ragazze e ragazzi comuni che si distinguono dai loro coetanei non tanto per le loro passioni ma per aver avuto la voglia di mettersi in gioco quando gli è stato chiesto di immaginare il loro futuro.

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Sul palco del Let's MOB hanno portato dieci narrazioni personali della mobilità del futuro. Dieci punti di vista diversi sia nella forma che nei contenuti. In effetti è per questo che sono stati scelti: per rappresentare le diversità del nostro Paese, l'Italia, che si riflettono inesorabilmente anche in tema di mobilità.

Sono 5 ragazze e 5 ragazzi comuni, che ad incontrarli per strada probabilmente mai si potrebbe immaginare che siano in grado di parlare di mobility as a service come ha fatto Adam Dahir (17 anni, di Meda), o di big data e intelligenza artificiale come ha fatto Giacomo Feri (18 anni, di Sistiana), o di idrogeno verde come Michelle Lamieri (17 anni, di Castel San Pietro Terme), e neanche di gender gap come Alessandra Nastro (16 anni, di Torre Annunziata), oppure di quartiere sostenibile come Alessio Palazzo (20 anni, di Torino), o di strade sotterranee come Chiara Palmigiano (18 anni, di Troina), di idrogeno bianco come Luisa Prisco (17 anni, di San Giuseppe Vesuviano), o di mobilità dolce come Maddalena Russo (20 anni, di Trento), di sharing mobility come Matteo Sgambati (17 anni, da Napoli) o infine di Rectenna e Cella di Peltier come ha fatto Luigi Viggiano (18 anni, di San Prisco).

E invece così è stato: è accaduto sul palco dell'Unipol Auditorium, davanti a centinaia di persone e alla fine del percorso pluriennale previsto dal progetto MOB di Fondazione Unipolis che aveva come obiettivo quello di dare voce ai giovani e renderli protagonisti su un tema così delicato come quello del “come ci muoveremo nelle città del futuro". Un percorso realizzato assieme a realtà che lavorano nel mondo della mobilità sostenibile, della formazione, del protagonismo giovanile, dell'attivismo e della partecipazione civica, della comunicazione e storytelling. Con l'adesione di organizzazioni che operano nel mondo sportivo, religioso, scolastico ed extra scolastico che hanno sposato il progetto, condividendone i valori, le idee e promuovendone la partecipazione tra le loro comunità di giovani . Un lavoro in partnership attraverso cui sono stati raggiunti oltre 2.500 giovani da tutta Italia.

I dieci speech dei vincitori​, pubblicati sul canale YouTube di Fondazione Unipolis, sono molto schietti, senza peli sulla lingua denunciano le cose che non gli stanno bene, parlano di inefficienza dei mezzi, di inaccessibilità, di connessioni assenti, di inquinamento ma allo stesso tempo sono propositivi. Sono il frutto di una generazione che forse abbiamo dato per spa​cciata troppo in fretta. I ragazzi e le ragazze del MOB non sembrano rassegnati, hanno fiducia nel futuro e vogliono contagiare i loro coetanei.

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E alla fine a gioire più di tutti, indossando una maglietta eloquente con la scritta ACT NOW è stato Luigi, il più votato dal pubblico con la sua idea di utilizzare fonti di alimentazione alternativa per i veicoli elettrici attraverso l'uso di tecnologie in fase di studio, tra cui una che prevede l'utilizzo delle onde elettromagnetiche disperse nell'ambiente circostante un'altra che trasforma in energia il calore prelevato dai raggi solari e quello generato dagli stessi mezzi di locomozione.

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Su questo palco Luigi e tutti gli altri ci sono arrivati come vincitori e vincitrici del bando nazionale MOB che è stato prima di tutto un grande torneo dove sono stati premiati gli spostamenti sostenibili, e a seguire è stato un concorso creativo in cui era richiesta la scrittura di un elaborato che presentasse visionarie Idee dal futuro o interventi concreti attraverso Proposte per il presente. Mentre per quest'ultima categoria prosegue il percorso dei tre vincitori nelle loro tre città (Genova, Trieste e Avellino), le idee dal futuro dopo aver trovato il grande palco di Let's MOB saranno oggetto di una campagna di diffusione online e soprattutto saranno raccolte in un documento che verrà consegnato al Consiglio Nazionale del Giovani, l'organo consultivo cui è demandata la rappresentanza dei giovani nella interlocuzione con le Istituzioni per ogni confronto sulle politiche che riguardano il mondo giovanile. All'evento il CNG è stato rappresentato dal Consigliere di Presidenza Vittorio Gattari.

Sul palco del Let's MOB i giovani sono stati guidati dal figlio d'arte Jody Cecchetto che nelle settimane precedenti l'evento ha anche ospitato i ragazzi nelle sue Live su Twitch, che sono state un modo anche per conoscere e raccontare al pubblico le storie personali dei ragazzi.

Se Vincenzo Schettini schiettamente invitava i ragazzi a continuare a guardare in faccia la realtà esortandoli a prendere in mano il loro futuro, Giuseppina Gualtieri - Presidente di Tper, ha ringraziato i ragazzi per l'attenzione che hanno dimostrato sul trasporto pubblico e l'intermodalità.

"L'idrogeno – racconta Gualtieri –  è già una realtà a Bologna dove l'azienda di Tpl vuole raggiungere la cifra del 12% dei mezzi a idrogeno su un parco di 1.000 mezzi, perseguendo l'obiettivo della sostenibilità ambientale e la decarbonizzazione entro il 2030. Il successo dipenderà dalle politiche comunitarie, che possono fare la differenza spostando le priorità dei temi in agenda".

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Dobbiamo creare movimento, pensare a quelli che verranno dopo di noi – ha affermato nel corso dell'evento Alberto Federici, Consigliere Delegato di Unipolis. Sono i giovani a doverci dire che tipo di mobilità vogliono per il loro futuro. Let's MOB dimostra che le nuove generazioni stanno pensando a modelli di città diversi dai nostri e di cui dobbiamo necessariamente tener conto. Oggi è stato un momento di ascolto fondamentale, con uno sguardo di speranza e di cambiamento verso il futuro".

L'esortazione è quindi a sognare, come Vecchioni esorta Alfa, come una generazione non più giovane esorta quella che sta emergendo. Sognare davanti “a un foglio bianco" lasciato sulla scrivania e sta a loro scrivere l'ultimo verso.

E anche quando tremeranno le gambe salendo “sopra questo palco per giocare con la vita", quando i dubbi saranno: “ma se mi si spezza il fiato, se poi spezzo la matita?" I ragazzi si ricordino che “più in basso è il punto di partenza, più alta è la salita", ma con la certezza “che il panorama valga tutta 'sta f​atica". 

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