IPERSPAZIO! Progettare con i giovani il futuro di Campobasso

Pubblicata il 01/09/2026


Una città può essere attraversata ogni giorno e continuare a sembrare qualcosa deciso da altri: strade, piazze e servizi ai quali adattarsi, più che spazi sui quali poter incidere. Nei territori interni questa distanza si intreccia spesso con un altro racconto, quello dei giovani che partono e delle possibilità che altrove sembrano più numerose.

A Campobasso, IPERSPAZIO! sceglie di partire da una prospettiva diversa. I giovani non sono un problema da risolvere, ma persone capaci di leggere il territorio, immaginarne l’evoluzione e contribuire concretamente a trasformarlo. Il progetto di Ares Sociale Società Cooperativa, sostenuto da Fondazione Unipolis ETS attraverso il Bando ACT 2025 – area Disuguaglianze, porta questa convinzione dentro il Centro Giovanile Inflazione Caotica. Qui la co-progettazione con i giovani del territorio si costruisce attraverso l’ascolto, il confronto e la condivisione delle decisioni. Con Massimiliano Muzio, Project Manager di IPERSPAZIO!, abbiamo esplorato i fili che tengono insieme progettazione partecipata, bisogni giovanili, restanza e innovazione sociale nei territori interni.

Progettare con i giovani, non soltanto per loro

Prima viene l’ascolto. Poi le attività. E, dopo ogni esperienza, la verifica e la raccolta dei feedback. Per IPERSPAZIO! la progettazione partecipata è un metodo quotidiano che accompagna ogni fase del percorso. Lo stesso metodo ha dato forma al Centro Giovanile, il primo a Campobasso. La sua rigenerazione coinvolge direttamente i giovani, che contribuiscono con le idee e con il lavoro concreto. Lo spazio non viene semplicemente consegnato già pronto: prende forma insieme alle persone che lo vivranno. Nel vocabolario di IPERSPAZIO! non ci sono utenti da servire o contenitori da riempire, ma persone portatrici di esperienze, competenze e punti di vista. La partecipazione diventa così una forma di riconoscimento reciproco: ciascuno può ricevere, ma anche dare valore alla comunità.

Campobasso come spazio da leggere e ridisegnare

Per capire come i giovani vivono Campobasso, bisogna uscire dal Centro Giovanile e attraversare la città con i loro occhi. Il quartiere e gli spazi urbani diventano così luoghi di apprendimento e sperimentazione, nei quali esercitare una cittadinanza attiva. Tra le prime attività di IPERSPAZIO! È stata realizzata una mappatura partecipata della città, attraverso strumenti di crowdmapping. Foto, video, sensazioni ed emozioni compongono un racconto collettivo, mostrando quali spazi pubblici vengono frequentati, quali evitati e quali luoghi generano appartenenza, disagio o desiderio di cambiamento. La mappa, però, non è un punto di arrivo. I dati raccolti entrano in un laboratorio di co-progettazione e diventano proposte per migliorare gli spazi e i servizi esistenti. È il passaggio decisivo, quello che porta dall’osservazione alla possibilità di incidere. La città non è una realtà immutabile alla quale adattarsi passivamente, ma può essere letta e trasformata a partire dai bisogni di chi la abita. Un’immaginazione civica che può assumere forme diverse: prendersi cura di un’area trascurata, sistemare un’aiuola, rendere più accogliente un luogo o elaborare un progetto di rigenerazione urbana.

Le energie giovanili oltre la narrazione della fragilità

C’è una narrazione che ritorna spesso quando si parla di giovani e territori interni: quella di una generazione distante, poco interessata a ciò che la circonda. L’esperienza di IPERSPAZIO! racconta altro. Ragazze e ragazzi portano energie, talenti, idee e speranze di rigenerazione sociale, culturale ed economica. Le fragilità esistono e devono essere accolte con rispetto, ma non possono diventare l’unica lente attraverso cui guardare un’intera generazione. Quando trovano le condizioni per contribuire, i giovani restituiscono valore alla comunità. Nel lavoro in piccoli gruppi mostrano creatività, intraprendenza e capacità di cooperare.

Restare e tornare come possibilità reali

Resta, infine, uno dei nodi più delicati per un territorio segnato dallo spopolamento: la possibilità di scegliere se partire, restare o tornare. Parlare di futuro non può significare chiedere ai giovani di rimanere a ogni costo. Partire può essere un’occasione per apprendere, conoscere e ampliare i propri orizzonti. Ma chi parte deve anche poter immaginare di tornare, trovando una comunità pronta ad accoglierne competenze, energie e desiderio di cambiamento. Perché questa possibilità sia reale, il lavoro di comunità non basta da solo. Servono politiche pubbliche capaci di rendere praticabili i progetti di vita, come misure di accesso al credito realmente pensate per i giovani, sostegno alle imprese locali che investono nei loro talenti e un rapporto più efficace tra formazione e lavoro. È nell’incontro tra iniziativa dal basso e responsabilità istituzionale che i territori interni possono tornare a essere luoghi nei quali costruire il proprio percorso.

IPERSPAZIO! comincia da Campobasso e da una domanda concreta: cosa accade quando ai giovani non si chiede soltanto di partecipare, ma si riconosce loro la possibilità di incidere sul proprio territorio? La risposta prende forma nelle relazioni, negli spazi rigenerati e nelle idee che, passo dopo passo, diventano azioni condivise.