Pubblicata il 27/05/2026
Con l’invecchiamento progressivo della popolazione, la perdita delle reti sociali e familiari e il rischio di solitudine e isolamento, è dai bisogni di chi più soffre di queste condizioni che si prova a costruire per loro una risposta: frequentare uno spazio condiviso, ritrovare una routine positiva, uscire di casa, costruire nuove relazioni, sentirsi accolti all’interno di un gruppo, recuperare fiducia nelle proprie capacità e nel rapporto con gli altri.
Genova conosce bene questa dinamica. Con oltre 276 anziani ogni 100 giovani sotto i 15 anni e un’età media che supera i 52 anni, la città è tra quelle europee con il più alto indice di anzianità – in costante crescita.
In questo scenario, sono già oltre quaranta le persone over 65 genovesi che hanno aderito ai corsi gratuiti di mobilità e stimolazione motoria promossi nell’ambito di AttivaMente, progetto biennale realizzato da Agorà Società Cooperativa Sociale e sostenuto da Fondazione Unipolis attraverso il Bando ACT 2025 – Area Welfare, che si propone di costruire percorsi di invecchiamento sano e partecipato, in cui il movimento diventa uno strumento di relazione e benessere complessivo.
Il progetto si compone di quattro percorsi motori su livelli diversi di intensità, costruiti a partire dalle condizioni di salute e dalle capacità di ciascuno, con il supporto di un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, assistenti sociali, fisiatri, fisioterapisti e insegnanti specializzati. A questi si aggiungono altre attività e corsi, come i corsi di stimolazione cognitiva e memory training si tratta di quattro cicli di incontri orientati alla stimolazione cognitiva e all’uso consapevole della mente, a cura di esperti e docenti formati presso organizzazioni di settore.
L’obiettivo è fornire un percorso per prevenire l’invecchiamento fisiologico, grazie ad esercizi che lavorano su diverse funzioni quali memoria, linguaggio, consapevolezza e percezione del proprio corpo.
Gli incontri settimanali favoriscono la socializzazione, la riduzione degli stereotipi negativi legati alle diverse età della vita e la diffusione di antidoti all’isolamento, oltre alla ridurre dello stress, migliorare l’umore e aumentare l’autostima attraverso la consapevolezza ed il rispetto di sé.
Le attività sono svolte in gruppi di 8 persone, pensati per favorire momenti di socializzazione e di stimolazione culturale.
I benefici per i partecipanti
Ciò che emerge con forza dagli incontri è che i benefici ottenuti non rispondono solo ad esigenze fisiche. Frequentare il corso due volte a settimana significa infatti avere la possibilità di accedere con continuità a uno spazio accogliente e positivo, costruendo nel tempo un vero senso di appartenenza: le persone si conoscono, condividono esperienze e si motivano reciprocamente.
A confermarlo sono anche i partecipanti. “Mi sento più attiva e sono felice di venire qui”, dice la signora V., che frequenta il corso da febbraio. “Ho fatto amicizia e mi piace molto stare insieme alle altre persone.” aggiunge il signor S., che oltre a mantenere il corpo in movimento, grazie agli esercizi lavora anche su memoria e attenzione.
Una rete costruita nel tempo
La rete di organizzazioni coinvolte nel progetto non è casuale, ma il frutto di collaborazioni costruite negli anni, che mettono insieme competenze sportive, sociali, educative e sociosanitarie. Una varietà che consente di raggiungere anche le persone più fragili – anziani con disabilità, o con ridotte opportunità di socializzazione – che difficilmente parteciperebbero a simili attività in modo autonomo. “L’idea di fondo è costruire servizi di prossimità capaci di stare vicino alle persone, non limitandosi alla risposta assistenziale, ma lavorando sul benessere complessivo, sulle relazioni e sul legame con la comunità”, conclude Andrea Rivano, Direttore dell’Area sociosanitaria di Agorà.