Pubblicata il 12/06/2026
Come si costruisce un percorso di autonomia? Nel progetto Orizzonti la risposta parte da una parola chiave: relazione. Per le donne che vivono situazioni di fragilità, immaginare il proprio futuro significa spesso affrontare ostacoli diversi: dalla difficoltà di orientarsi tra i servizi alla conciliazione tra cura familiare e lavoro, fino alla mancanza di una rete di supporto su cui poter contare.
Da qui nasce Orizzonti, il progetto sostenuto dal Bando ACT 2024 – Area Disuguaglianze di Fondazione Unipolis e realizzato da ARPJTETTO ETS e Kairos Cooperativa sociale per accompagnare donne, in particolare madri sole, in percorsi di autonomia personale, sociale e lavorativa. Attraverso sportelli di ascolto, supporto psicologico, orientamento, laboratori di capacitazione e percorsi formativi, il percorso ha creato spazi in cui riconoscere i propri bisogni e valorizzare le proprie competenze. Orizzonti ha permesso di rafforzare attività già presenti sul territorio e renderle accessibili a un numero maggiore di donne. Per raccontare le storie emerse dal percorso e gli effetti del lavoro insieme, abbiamo raccolto le voci delle operatrici che hanno vissuto il progetto.
Ritrovare uno spazio per sé
“Crediamo che lo sportello di supporto psicologico sia stato per molte donne un primo momento di riavvicinamento al proprio sé, ai propri bisogni, ai propri desideri e alle proprie difficoltà”, racconta Paola Sabatini Scalmati, psicologa e psicoterapeuta, in un percorso che richiede tempo e fiducia, soprattutto per persone con esperienze di vita complesse e provenienze culturali differenti, dove anche il modo di intendere la cura psicologica può cambiare profondamente.
Così, lo sportello è diventato prima di tutto un luogo sicuro in cui fermarsi, essere ascoltate e trovare sostegno: “Per tutte ha rappresentato uno spazio dove potersi appoggiare nel proprio percorso di vita. Alcune continueremo a seguirle anche dopo la conclusione del progetto, per portare avanti il lavoro iniziato”. Lo sportello ha permesso alle donne di acquisire nuovi strumenti, aumentare la fiducia in sé stesse e re-immaginarsi non solo come madri, ma soprattutto come persone al centro della propria vita.
Prima del lavoro, costruire fiducia
Accanto al supporto psicologico, Orizzonti ha lavorato sull’orientamento e sull’accompagnamento verso l’autonomia lavorativa. Un percorso che, però, parte molto prima della ricerca di un impiego.
“Ho incontrato donne con dei percorsi di vita estremamente difficili. Alcune arrivano dalle periferie della città, hanno figli a carico e vivono un forte isolamento”, spiega Chiara De Luca, psicologa e operatrice sociale e antiviolenza. Per questo motivo, i colloqui individuali si sono trasformati progressivamente in laboratori costruiti sui bisogni concreti delle partecipanti. Imparare a usare strumenti digitali, tradurre un annuncio di lavoro, o comprendere gli step da affrontare per candidarsi sono diventati passaggi quotidiani fondamentali per muoversi con maggiore autonomia.
“Abbiamo capito che la centralità del progetto era creare una relazione. Solo costruendo fiducia reciproca potevamo poi lavorare su tutto il resto”. Per molte partecipanti, infatti, l’inserimento lavorativo resta una sfida complessa. Barriere linguistiche, carichi familiari e titoli di studio conseguiti nei Paesi d’origine spesso non riconosciuti in Italia sono fattori limitanti anche per donne con percorsi formativi qualificati. “Abbiamo cercato di costruire un percorso lungo, ma capace di offrire nuove possibilità”, racconta Chiara.
Dare strumenti per scegliere il proprio futuro
“Per me Orizzonti è stato un filtro per comprendere davvero i bisogni delle donne che incontriamo ogni giorno”, rivela Eleonora De Angelis, pedagogista e operatrice sociale.
Lo sportello di orientamento non ha riguardato soltanto il lavoro, ma più in generale la possibilità di acquisire strumenti per affrontare la quotidianità, per esempio per capire come accedere ai servizi, orientarsi nella città, individuare opportunità formative e creare connessioni con il territorio.
“L’obiettivo era far sì che, attraverso Orizzonti, le donne potessero entrare in rete, sia tra loro che con quei servizi che rimangono anche dopo la conclusione del progetto”.
Attraverso i laboratori di capacitazione e formazione, infine, le partecipanti hanno avuto l’occasione di costruire un vero e proprio percorso personale per definire i propri obiettivi, immaginare i loro prossimi passi, e comprendere come conciliare famiglia, formazione e lavoro.