Mastereotype Chef: il talent di cucina che smonta gli stereotipi

Pubblicata il 24/07/2026


Dal 18 al 21 giugno, il primo camp estivo della seconda edizione di Bella Storia. La tua ha riunito a Pontecagnano Faiano (Salerno) ragazze e ragazzi di Campania e Calabria, il programma di Fondazione Unipolis dedicato alla crescita personale, all’orientamento e allo sviluppo delle capacità dei più giovani. Accanto agli allenamenti di Art Du Déplacement e al percorso Be Your Hero firmato Sineglossa, il camp ha ospitato anche un’attività di community engagement per riflettere, giocando, su un tema quanto mai attuale: gli stereotipi.

Come si affrontano e superano gli stereotipi? E se un talent di cucina si rivelasse il campo d’azione perfetto?

Con l’attività di Community Engagement del camp estivo di Bella Storia 2 abbiamo cucinato a fuoco lento preconcetti e luoghi comuni su Calabria, Campania, “ggiovani”, famiglia tradizionale, scuola, maschi, femmine, per capire insieme come si ribaltano le narrazioni stereotipate e si lascia spazio a prospettive plurali.

Il format, ideato da Kiwi Società Cooperativa e Itinerari Paralleli ETS — che curano le attività di Community Engagement rispettivamente in Calabria e in Campania — si chiama Mastereotype Chef e nasce dall’idea di utilizzare il gioco come strumento educativo per riflettere, in modo partecipativo e creativo, sugli stereotipi che influenzano il nostro modo di guardare le persone e i territori.

Per prima cosa è stata raccolta la materia prima: gli ingredienti-stereotipo che ogni ragazza e ragazzo ha creato in una prima fase di brainstorming, facendo emergere il proprio punto di vista su alcune narrazioni stereotipate. A partire da questi ingredienti, raccolti all’interno delle “mystery box”, ragazze e ragazzi divisi in squadre hanno creato una propria “ricetta” per ribaltare i preconcetti, utilizzando ingredienti simbolici quali empatia, ascolto, curiosità, creatività e comunità.

Il risultato è andato ben oltre il gioco: tutti i gruppi hanno partecipato con entusiasmo, dando prova di grande creatività attraverso racconti, disegni e rappresentazioni sceniche che hanno saputo trasformare i luoghi comuni in nuove narrazioni. Un coinvolgimento che ha reso ogni restituzione diversa dall’altra e ha confermato come gioco e creatività possano diventare strumenti efficaci di inclusione, dialogo e crescita.

Ad accompagnare le presentazioni finali, una giuria composta da mentor e tutor, affiancata da un originale trio di opinioniste di Sineglossa, che ha contribuito a rendere la valutazione un momento di confronto e partecipazione, senza rinunciare al sorriso e alla leggerezza.

Più che decretare una squadra vincitrice, Mastereotype Chef ha dimostrato che, quando vengono creati spazi in cui sperimentare, mettersi in gioco e ascoltare punti di vista differenti, ragazze e ragazzi sanno sorprendere per profondità, sensibilità e capacità di immaginare il cambiamento. Il gioco ha dimostrato che il vero ingrediente capace di trasformare la realtà è semplicemente uno sguardo nuovo, costruito insieme.