Dai valore alla vita. Nelle scuole secondarie

Pubblicata il 20/01/2026


Educare alla sicurezza stradale nelle scuole secondarie

La sicurezza stradale non è solo una questione di regole, ma di scelte, consapevolezza e responsabilità. È da questa visione che nasce Dai valore alla vita, il progetto sostenuto dal Bando ACT 2024 di Fondazione Unipolis nell’area Mobilità, con l’obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione e del rispetto della vita sulle strade.

Il progetto si rivolge sia alle scuole primarie sia alle scuole secondarie, adattando linguaggi e strumenti alle diverse età tramite un approccio emozionale e momenti di autoformazione. In questo articolo approfondiamo il lavoro svolto in questi mesi dall’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus, capofila del progetto e dai partner, Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale (ASAPS), FDX, Giunti Scuola e La Fabbrica​, su 68 scuole secondarie di secondo grado fino ad ora coinvolte: un momento cruciale in cui ragazze e ragazzi iniziano a muoversi in autonomia, spesso alla guida o come passeggeri, e si confrontano per la prima volta con responsabilità dirette nello spazio pubblico.

Il progetto prevede infatti un corso e-learning in cinque moduli che affrontano con un approccio multidisciplinare temi cruciali come i legami tra veicoli e infrastrutture, la percezione del rischio e della violenza sulla strada, le cause principali degli scontri e le azioni preventive necessarie per ridurli, e l’importanza della comunicazione nella diffusione di una cultura della strada positiva per cittadini e cittadine. 

Proviamo a capirne meglio gli effetti tramite le voci di chi questo percorso lo ha vissuto in classe, in particolare presso il Liceo De Sanctis Galilei di Manduria, in provincia di Taranto.

Prof. Francesco Antonio PrudenzanoReferente FSL – Liceo De Sanctis Galilei, Manduria

In che modo il corso ha cambiato il suo approccio all’educazione stradale?
Cercavo da tempo un approccio innovativo, contemporaneo ed esperienziale, basato sull’analisi del rischio e sulla percezione soggettiva del pericolo. L’aspetto più arricchente è stato stimolare l’empatia e la consapevolezza dei ragazzi, trattando la sicurezza stradale non solo come un insieme di divieti, ma come un autentico valore civico e una forma di rispetto per sé stessi, l’altro, la vita.

Quali strumenti si sono rivelati più efficaci in classe?
I contenuti multimediali e i dati hanno avuto un impatto forte, perché permettono di leggere le dinamiche di causa-effetto oltre la teoria. Abbiamo lavorato molto sul significato di parole come “incidente” e sul tema della distrazione tecnologica. Questo ha aiutato a spostare l’attenzione dalla semplice conoscenza del Codice della Strada alla psicologia del traffico, rendendo i numeri meno astratti e più vicini alla vulnerabilità reale delle persone.

Perché è importante portare questi temi nella scuola secondaria di secondo grado?
È una fase delicata: i ragazzi si avvicinano alla patente, all’autonomia alla guida, e sono immersi in modelli comunicativi che spesso banalizzano il rischio. Servono spazi di riflessione guidata. Questo corso ha un approccio multidisciplinare prezioso e fornisce materiali capaci di generare un dibattito autentico in classe, rendendo gli studenti protagonisti attivi della propria sicurezza e di quella collettiva.

Matteo CarruggioStudente, 5C Scientifico

Cosa ti ha colpito di più di questo percorso?
Il fatto che la maggior parte degli incidenti non sia frutto del caso, ma di comportamenti evitabili. Parlare di violenza stradale invece che di semplice incidente fa davvero cambiare prospettiva: non è qualcosa che “succede”, ma qualcosa che si può evitare con scelte responsabili.

Quali contenuti ti hanno fatto riflettere di più sui tuoi comportamenti?
Soprattutto quelli su distrazioni, velocità e abuso di alcol o droghe. Anche controllare il telefono per pochi secondi può avere conseguenze gravi: quei “pochi secondi” sono metri percorsi senza controllo. Abbiamo capito che non basta dare la colpa alla fatalità: dietro ci sono scelte precise. E la responsabilità riguarda non solo chi guida, ma anche chi è passeggero o pedone.

Consiglieresti questo percorso ad altri studenti?
Sì, soprattutto alle scuole superiori. Tutti siamo utenti della strada: chi guida, chi va in motorino, chi cammina. Essere consapevoli significa avere atteggiamenti responsabili verso sé stessi e verso gli altri.

Uno spazio educativo che genera consapevolezza

Le riflessioni raccolte tra gli studenti parlano di maggiore attenzione, di domande nuove, di uno sguardo più lucido sui rischi quotidiani. Video, quiz e casi reali rendono i contenuti concreti, facilitando un apprendimento che non resta teorico ma entra nella vita di tutti i giorni.

Dai valore alla vita mostra come la scuola possa essere un luogo centrale di prevenzione, capace di formare cittadini più consapevoli e comunità più sicure. Perché educare alla sicurezza stradale, soprattutto con le nuove generazioni, significa educare al valore della vita.