A Milano prende il via stradAbile, il progetto nazionale di Fondazione
Unipolis che favorisce l’inclusione sociale di migranti, rifugiati e
richiedenti asilo attraverso l’educazione alla sicurezza stradale e l’accesso
equo alla mobilità.
È stato presentato questa
mattina presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano stradAbile, il
progetto nazionale promosso da Fondazione Unipolis – la fondazione d’impresa di
Unipol – per rendere la mobilità uno strumento di autonomia, dignità e
partecipazione. Milano è una delle nove città coinvolte in tutta Italia insieme
a Brescia, Torino, Modena, Parma, Roma, Bari e Catania.
Sviluppato in
collaborazione con UNHCR - Agenzia ONU per i Rifugiati, UNASCA
(Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica), UISP –
Sport per Tutti e i Consigli Regionali Unipol (CRU), stradAbile
promuove l’educazione alla sicurezza stradale e l’accesso alla patente come
leve di inclusione e appetibilità professionale.
Nel
capoluogo lombardo oltre 80 beneficiari coinvolti da quindici
organizzazioni del territorio, hanno partecipato al percorso formativo stradAbile
al volante, tre ore di educazione alla mobilità curate da UNASCA. La
formazione ha affrontato i principali temi della sicurezza: segnaletica,
dispositivi obbligatori, comportamenti corretti e pericolosi, conseguenze
sanzionatorie e responsabilità civili e penali. Al termine, tutti i
partecipanti hanno ricevuto un attestato ufficiale.
Al
termine del corso i partecipanti hanno sostenuto un test e i 15 migliori
riceveranno un voucher che coprirà tutti i costi previsti per il
conseguimento della patente B. Sono inoltre allo studio accordi con imprese
del territorio che prevedono l’assunzione di rifugiati ai quali Fondazione
Unipolis garantirà il sostegno economico per ottenere la patente C.
L’iniziativa risponde all’obiettivo strategico di incrementare l’impiegabilità
dei beneficiari ampliando le loro opportunità di inclusione lavorativa in
settori dove la patente è un requisito fondamentale.
Secondo il Rapporto ACI–ISTAT
2024, le persone straniere risultano tra i gruppi più vulnerabili sulle
strade italiane, con un elevato numero di incidenti soprattutto tra ciclisti,
utenti di monopattini e conducenti di autovetture. Su 148.215 conducenti feriti
in incidenti, quasi 20.000 sono stranieri, pari al 13,5% del totale.
stradAbile nasce per rispondere a questo divario, offrendo educazione,
empowerment e strumenti concreti per superare barriere linguistiche,
economiche e culturali.
Per ampliare l’impatto,
il progetto realizzerà inoltre la prima piattaforma web multilingue e
interattiva sulla sicurezza stradale dedicata agli stranieri in Italia, con
contenuti co-creati insieme ai partecipanti. Uno strumento innovativo e
accessibile, pensato per diffondere conoscenze e buone pratiche in modo
inclusivo.
“L’equità
d’accesso e di opportunità è l’obiettivo primario degli interventi della
Fondazione Unipolis: per questo abbiamo scelto di portarla al centro anche
delle nostre iniziative sulla mobilità. Con stradAbile abbiamo deciso di supportare
chi arriva nel nostro Paese nel percorso verso diritti fondamentali che nel
proprio non riesce a ottenere, offrendo strumenti concreti per la mobilità,
prerequisito essenziale per molti altri diritti” – ha affermato Marisa
Parmigiani, Consigliera Delegata di Fondazione Unipolis.
“Garantire alle persone rifugiate l’accesso alla patente e a una
mobilità sicura significa offrire strumenti concreti per la loro autonomia e
per un futuro più stabile. Più mobilità vuol dire più integrazione! La
possibilità di spostarsi amplia le opportunità lavorative, consentendo di
accedere a impieghi più in linea con competenze e talentI. Per queste ragioni
abbiamo scelto con entusiasmo di collaborare al progetto stradAbile di
Fondazione UNIPOLIS, convinti che investire nell’integrazione dei rifugiati generi
sempre un impatto positivo per tutto il Paese.” – ha affermato Chiara
Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la santa Sede e San Marino.
“Con il progetto STRADABILE offriamo a persone rifugiate nel
nostro Paese un’occasione concreta per ricostruire la propria vita. Parliamo di
uomini e donne che giungono in Italia portando con sé esperienze complesse, ma
anche una straordinaria determinazione nel voler ripartire e contribuire alla
nostra comunità. Il nostro compito, come associazione, è rendere il loro
percorso di integrazione il più agevole ed efficace possibile. Garantire l’accesso alla mobilità
significa garantire libertà di circolazione e piena autonomia: diritti
riconosciuti dalla nostra Costituzione e fondamentali per una reale inclusione
sociale e lavorativa.” conclude Alfredo Boenzi, Segretario Nazionale Autoscuole
UNASCA.