A rischio la sfida dell’Agenda 2030 nel nostro Paese.
Online il Rapporto 2018 di ASviS

Dal Rapporto 2018 emerge un quadro di forte preoccupazione per i ritardi accumulati dalla politica che in questi tre anni non ha affrontato in modo integrato i tanti problemi del Paese. Tuttavia, il Rapporto è anche portatore di speranza perché dà conto delle iniziative di numerosi soggetti economici e sociali, nonché di tantissime persone, che stanno cambiando i modelli di business, di produzione, di consumo, di comportamento, con evidenti benefici, anche economici”. Con queste parole il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini ha introdotto i lavori della mattinata del 4 ottobre durante la quale è stato presentato Rapporto ASviS 2018 L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Il Rapporto dell’ASviS 2018, presentato stamani alla Camera dei Deputati – con gli interventi, fra gli altri, del Vicepresidente Maria Edera Spadoni e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria – fa il punto sullo stato di avanzamento dell’Italia e dei suoi territori verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile e illustra proposte concrete per far sì che il Paese mantenga gli impegni presi nel settembre del 2015 con la sottoscrizione dell’Agenda 2030 dell’ONU.

In sintesi, l’Italia sta perdendo la sfida dello sviluppo sostenibile. E anche negli ambiti in cui si registrano miglioramenti, a meno di immediate azioni concrete e coordinate, sarà impossibile rispettare gli impegni presi dal nostro Paese il 25 settembre del 2015, all’Assemblea Generale dell’Onu, con la firma dell’Agenda 2030. Serve dunque un urgente cambio di passo. In particolare, tra il 2010 e il 2016, l’Italia è peggiorata in cinque aree: povertà, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, condizioni delle città ed ecosistema terrestre; per quattro la situazione è rimasta invariata: acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari e qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide; segni di miglioramento si registrano, invece, per alimentazione e agricoltura sostenibile, salute, educazione, uguaglianza di genere, innovazione, modelli sostenibili di produzione e di consumo, lotta al cambiamento climatico, cooperazione internazionale.

Il Portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini, che messo in evidenza come si siano “già persi tre anni per dotarsi di una governance che orienti le politiche allo sviluppo sostenibile. Il 2030 è dietro l’angolo e molti obiettivi vanno raggiunti entro il 2020. Oltre all’immediata adozione di interventi specifici in grado di farci recuperare il tempo perduto sul piano delle politiche economiche, sociali e ambientali, l’ASviS chiede al Presidente del Consiglio di attivare subito la Commissione nazionale per l’attuazione della Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, di trasformare il CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile e di avviare il dibattito parlamentare sulla proposta di legge per introdurre il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, al fine di garantire un futuro a questa e alle prossime generazioni”.

L’Alleanza – nata nel 2016 per impulso di Fondazione Unipolis e Università Tor Vergata di Roma – conta oltre 220 aderenti ed è impegnata a favore dello sviluppo sostenibile e la collaborazione con altri soggetti della società civile italiana ed europea per la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030.

 

Rapporto 2018
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