Minicar: qualcosa non quadra

I drammatici incidenti stradali degli ultimi mesi ripropongono il problema delle minicar, le mini “automobili” guidate dai ragazzini che stanno, purtroppo, continuando a mietere giovani vittime. Nate anche per temperare le ansie dei genitori che non vogliono comprare ai figli il motorino e pensano di proteggerli dentro un abitacolo in lamierino, si stanno dimostrando pericolose e insicure quasi quanto i veicoli a due ruote. “Le minicar sono oggettivamente più pericolose degli altri autoveicoli e sono i dati a dircelo,” spiega Giordano Biserni presidente di Asaps (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale). Infatti, “in caso di incidente, l’indice di mortalità, se si viaggia su una minicar, è doppio rispetto a quello calcolato, per chi utilizza un autoveicolo: 1,41% per le microvetture, 0,7% per le automobili.”

Pur avendo le sembianze estetiche di un’autovettura, la fragilità strutturale del veicolo e la tipologia dei conducenti, giovanissimi e, spesso, anziani rendono le minicar uno dei mezzi più pericolosi sulle strade. “La pericolosità di queste vetturette deriva anche”, continua Biserni “da un apparato frenante non adeguato, da dispositivi di protezione dell’abitacolo di dubbia efficacia e da un’instabilità sui fondi bagnati che rendono un possibile impatto molto più a rischio per il conducente rispetto ad un’automobile”. I limiti di peso severissimi (per legge le minicar devono pesare meno di 350 kg.) rendono praticamente impossibile l’installazione di barre di rinforzo, telai rigidi o ABS. Non è un caso che il legislatore li equipari in tutto e per tutto, salvo l’uso del casco, ai ciclomotori.

Cosa fare, quindi, per limitare i pericoli e l’incidentalità? Per Biserni è indispensabile agire su più piani. “Innanzitutto è necessaria una forte formazione e informazione ai genitori che erroneamente considerano le microcar automobili in tutto e per tutto. Spesso sono ritenute dai genitori più sicure del classico motorino: il che è falso, come dimostrano i dati. Infatti, anche se non bastano quattro ruote e una carrozzeria per essere una vettura “vera”, l’intima percezione di molti papà e mamme è che invece sia proprio così.” Come poi la mini-carrozzeria possa ridursi in caso di urto da parte di una vettura “vera” e quali possano essere le conseguenze per gli occupanti di una minicar, è dimostrato anche dalle immagini del recente incidente di Bologna in cui due ragazzi sono rimasti feriti, uno dei quali in modo molto grave. Per Biserni sono inoltre “necessari maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine sulle strade e sui veicoli, spesso modificati da meccanici compiacenti (la velocità massima consentita è 45 km/h), rimanendo in attesa di una legislazione nuova che però ci auguriamo non si spinga a parificarle alle autovetture”.

La soluzione non sta, quindi, nell’eliminare le vetturette che rappresentano, come i motocicli, una valida soluzione al traffico (si parcheggiano facilmente e possono essere, specie in versione elettrica, un’alternativa più ecologica alle auto vere e proprie), ma nel codificarne l’utilizzo con l’introduzione di una patente ad hoc, nel controllarne l’eventuale manomissione del motore, nell’adeguarne le regole di circolazione a quelle delle auto, nel promuovere campagne informative rivolte ai genitori e agli stessi ragazzi per riflettere sulla pericolosità di una guida eccessivamente disinvolta ed ignorante delle basilari regole di sicurezza.

Scheda sulle regole delle minicar aggiornata secondo la legge 120/2010 a cura di Asaps

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