Appello di ASviS e ANCI ai futuri sindaci per città sostenibili

Città più inclusive, sicure, sostenibili e sindaci impegnati per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dall’Onu nell’Agenda Globale 2030: è quello che chiedono Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e ANCI in una lettera – appello ai 1.368 candidati sindaci nelle prossime elezioni amministrative del 5 giugno. Il documento è stato presentato da Matteo Riccivice presidente dell’ANCI, Enzo Bianco – Presidente del Consiglio nazionale dell’Associazione ed Enrico Giovannini – portavoce dell’ASviS,  in una conferenza stampa che si è tenuta presso la sede dell’ANCI di Roma.

Si tratta infatti delle primo appuntamento elettorale dopo la sottoscrizione, da parte dell’Italia e della stragrande maggioranza dei governi di tutto il mondo, dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile (Agenda 2030) e dell’accordo sul clima di Parigi. In particolare, ai sindaci che verranno eletti ANCI e ASviS chiedono di impegnarsi a rispettare il dettato dell’obiettivo 11 – “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” –  in modo integrato con gli altri 16 obiettivi che riguardano temi su cui potranno intervenire, assieme agli altri attori istituzionali coinvolti: temi come povertà, alimentazione, salute, educazione, occupazione, diritti civili, protezione dell’ambiente, innovazione.

‘’Su tutte queste questioni i sindaci – ha  affermato Matteo Ricci – da sempre chiedono di poter incidere con maggiore efficacia, anche perché chiamati a rispondere in prima battuta alle esigenze dei cittadini, anche se molti di questi temi non sono sotto la loro piena responsabilità. Con questa iniziativa vorremmo sensibilizzare fin da subito i futuri sindaci affinché integrino il loro impegno locale con un impegno all’interno di ANCI per dare sempre maggiori strumenti a tutte le autonomie’’.

Da parte sua, Enrico Giovannini ha sottolineato: “Anche se come Paese ci siamo impegnati a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, a seconda dei casi, entro il 2020 o entro il 2030, sappiamo che ce ne sono alcuni che non possono essere più rimandati e che riguardano i 4 milioni di poveri presenti nel nostro paese e i 2,5 milioni di giovani che non studiano e non lavorano (NEET), per i quali dobbiamo intervenire subito e per i quali chiediamo, per quanto di loro competenza, l’impegno concreto dei futuri sindaci. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile caratterizzerà l’agenda politica, le strategie delle imprese e della società civile, i comportamenti dei cittadini e i loro orientamenti politici per i prossimi 15 anni”.

L’ASviS, che riunisce oltre 100 tra le più importanti realtà della società italiana (dalle organizzazioni sindacali a quelle datoriali, dalle associazioni femminili e quelle ambientaliste, dalle organizzazioni del volontariato e quelle del Terzo Settore, oltre che quasi 40 fondazioni e, ovviamente, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani)  è nata il 3 febbraio del 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ed è impegnata a sensibilizzare i cittadini, gli operatori economici e sociali rispetto all’Agenda 2030, agli impegni assunti e alle opportunità che essa comporta per l’intero Paese.

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