L’Emilia-Romagna dimezza le vittime della strada

La Regione Emilia-Romagna ha raggiunto l’obiettivo indicato dalla Commissione Europea, di dimezzare entro il 2010 la mortalità sulle strade. E da 813 morti del 2001 si passa ai 401 del 2010. Comunque sempre troppi. A rivelarlo l’ ASAPS (Associazione Amici e Sostenitori della Polizia Stradale) grazie all’elaborazione dei dati provvisori (in attesa dei definitivi dall’Istat) raccolti dal Sistema informativo sull’incidentalità stradale messo a punto nell’ambito del progetto MIStER che dal 2009 rileva in maniera più tempestiva e capillare i dati sulla sinistrosità.

Lo scorso anno infatti sulle strade dell’Emilia-Romagna si sono verificati 20mila 147 incidenti: 264 in meno rispetto al 2009, che hanno causato 401 decessi (21 in meno) e 27mila e 995 feriti (40 in meno). Per il resto d’Italia, la strada verso il dimezzamento dei morti resta in salita e c’è ancora tanto da fare, infatti il nostro Paese non raggiunge l’obiettivo UE e si ferma al 44%.

Restando ai dati emiliani, i sinistri stradali continuano tuttavia a rappresentare la prima causa di morte per la popolazione residente di età compresa tra i 14 e i 29 anni e il loro costo sociale rappresenta il 2% del Pil regionale. Tra le categorie di utenti che hanno contribuito maggiormente al calo della mortalità ci sono i ciclomotoristi (80% di decessi in meno rispetto al 2001), seguono gli automobilisti (65% in meno) mentre aumentano del 14% le vittime tra i motociclisti (su cui comunque si registra una riduzione del 31% rispetto al 2005). Nel complesso gli utenti cosiddetti deboli (pedoni, ciclisti, ciclomotoristi e motociclisti) rappresentano il 54% delle vittime e il 37% dei feriti.

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