“Italia in ritardo sullo sviluppo sostenibile: passi avanti
ma c’è ancora molto da fare” dice il Rapporto di ASviS

L’Italia è indietro su povertà, disoccupazione, disuguaglianze, degrado ambientale, mentre registra un miglioramento nei campi dell’educazione, della salute e dell’alimentazione, pur restando lontano dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile che riguardano questi temi. Inoltre, è in ritardo nell’adozione di strategie fondamentali per garantire il benessere e un futuro alla generazione presente e a quelle che verranno, come quelle relative all’energia, alla lotta al cambiamento climatico ed economia circolare. Che fare? Servirebbero, fra gli altri, interventi di natura amministrativa e legislativa insieme ad un’ampia opera di educazione e sensibilizzazione verso i giovani, le imprese e le istituzioni pubbliche. Così come inserire gli SDGs nella programmazione dei Ministeri e degli altri enti pubblici. Misure che, insieme ad altre azioni coordinate, potrebbero consentire al Paese di recuperare i ritardi e realizzare i cambiamenti necessari per raggiungere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 dell’ONU.

Questa in sintesi l’analisi e le proposte contenute nel secondo Rapporto ASviS 2017, presentato il 28 settembre alla Camera dei Deputati (Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari) da Pierluigi Stefanini ed Enrico Giovannini, rispettivamente presidente e Portavoce di ASviS – l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile promossa congiuntamente da Fondazione Unipolis e Università Tor Vergata di Roma nel  2016 e che  conta oltre 175 aderenti.

Dopo l’intervento di apertura della Vice Presidente della Camera Marina Sereni, il presidente Stefanini ha introdotto i lavori mettendo in evidenza che “Il Rapporto ASviS conferma che, sebbene crescano nel mondo la consapevolezza della necessità di cambiare modello di sviluppo e le iniziative che spingono verso questa transizione, l’Italia è ancora molto distante da una condizione di sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale. Inoltre, molti dei provvedimenti presi nell’ultimo anno, pur andando nella giusta direzione, non assicurano la necessaria trasformazione del Paese in grado di rispettare gli impegni internazionali, come l’Accordo di Parigi. La distanza dagli altri Paesi europei resta troppo ampia e sono ancora troppo forti in Italia le disuguaglianze territoriali, socio-economiche e di genere”.

Successivamente il portavoce Giovannini ha illustrato il Rapporto sottolineando come siano stati introdotti “nuovi modelli di analisi perché solo conoscendo i fenomeni e attuando politiche sinergiche e coordinate sarà possibile immettersi sulla strada della sostenibilità. I prossimi mesi saranno decisivi, per completare la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile collegandola alla programmazione economico-finanziaria in vista del DEF 2018. Servono misure immediate, e lontane dall’approccio business as usual, per migliorare il benessere, l’equità e la sostenibilità dell’Italia, e la sua posizione rispetto ai partner europei”.

L’incontro si è concluso con l’intervento del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan che, commentando il Rapporto, ha presentato la posizione del Governo italiano rispetto all’Agenda 2030.

 

Sito ASviS
Link al Rapporto 2017

 

Unipolis newsletter
Fondazione Unipolis

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi