19/06/2009
Fondazione Unipolis ha aderito all’invito di Libera per lavorare al riscatto culturale, sociale ed economico di un territorio, che non vuole più essere terra di camorra.
Trasformare le terre di camorra, confiscate a spietati criminali, nelle Terre di don Peppe Diana, per continuare, nel suo segno, a costruire comunità alternative alle mafie. Questo il sogno di quanto, in quest'anni, hanno tenuta accesa la fiaccola della memoria del giovane sacerdote ucciso dalla camorra nella sua chiesa.
Il progetto, che sta per vedere la luce, è produrre la mozzarella della legalità, utilizzando i terreni, gli allevamenti e i caseifici confiscati al clan dei casalesi in provincia di Caserta.
Lo studio di fattibilità, elaborato dall'Agenzia Cooperare con Libera Terra, prevede la realizzazione di una fattoria didattica sperimentale, al servizio dello sviluppo ecosostenibile del territorio, con attività di turismo responsabile e l'uso di tecnologie produttive innovative. Una fattoria bioenergetica in grado di produrre energia da fonti rinnovabili (sole, vento e biogas); fortemente attenta alla salubrità e qualità dei prodotti e del territorio ed alla formazione delle maestranze del comparto.
Il 19 giugno, nell'ambito del Festival dell'Impegno Civile, nasce il gruppo promotore dell'associazione denominata "Verso la cooperativa le Terre di don Peppe Diana - Libera Terra Campania". Una rete di supporto alla creazione di modelli di sviluppo socio-economico alternativi a quelli mafiosi, che sosterrà la nascita ed il percorso d'uso sociale e produttivo dei beni recuperati alla camorra della nuova cooperativa.